Dolianova
Percorrendo la strada che da Cagliari porta a Dolianova in località Isca Sa Folla, proprio davanti alla Cantina Sociale, si erge un cartello semplice, con scritto “Parco Argiolas”, è così che sono venuta a conoscenza di questo luogo, sono passata spesso in questi anni lì accanto, avendo ogni volta l’impulso di fermarmi e andare a vedere cosa ci fosse. Così in un giorno qualunque, prendo un appuntamento e mi dirigo su di una stradina, in mezzo a vigne e uliveti di questa splendida zona…parcheggio, oltrepasso un cancello e mi imbatto in lui: il Maestro Scultore Gianni Argiolas, poche parole per una coincidenza che non coincide nei tempi, ma la sensazione di accoglienza regna all’istante, facendo nascere in me, la voglia di tornare a conoscerlo meglio. Così dopo qualche indicazione procedo in questo parco dal verde rigoglioso sopra una stradina sterrata a piedi, nel tragitto noto già qualche scultura e la certezza di aver colto un’occasione nel visitare questo parco.
Arrivo alla piccola casetta di legno, dove incontro e conosco due signori gentilissimi che mi portano con entusiasmo a visitare i siti sparsi qua e là, tra gli alberi, raccontandomi la loro storia e scoprendo con stupore che si tratta di uno dei più importanti parchi artistici italiani.
Che dire, la sensazione che ho avuto nel vedere queste sculture realizzate dal Sig. Gianni, sono state molteplici, grande maestosità, una volontà fuori dal comune quella che traspirava dalle opere esposte, i colori accesi, che si mischiavano a quelli del bosco e della terra, come i rossi e gli arancioni che spiccavano nella drammaticità di alcune rappresentazioni e le pacate sfumature più miti, di altre.
E’ un piccolo grande viaggio, quello che nasce nella volontà di camminare in questo parco, i passi che si compiono per raggiungere i vari agglomerati di opere scultoree, danno il tempo di catapultarsi in epoche diverse tra loro, ma che hanno un comune denominatore, l’arte della riproduzione con una genialità fuori dal comune. E così ti ritrovi in una catapulta di stati d’animo, con la schiacciante sensazione che quelle statue non siano ferme, ma vive. Resti lì ad osservare l’elaborazione artistica dei contorni e loro sono lì, che a loro volta ti guardano e ti osservano, lasciandoti entrare nella magia di un mondo dimenticato, ma tutto da scoprire. Temi importanti quelli toccati in ogni sito nella visita, dalla tutela dell’ambiente, alla disabilità, alla guerra, al passato e alle tradizioni, per finire tra le opere ancora incomplete dove si realizza l’idea del processo, tra il pensiero e la passione, tra la fatica e il lavoro, un groviglio di eccellenze che sfocia palpabile, in arte allo stato puro. E poi resta uno sguardo nell’anima, quello che ti colpisce, lo stesso di una madre che guarda una foto di suo figlio, morto in guerra, un bianco e nero che si fa a colori, indelebili al tempo, mentre due passi indietro, ti ritrovi a camminare dentro una trincea, puoi sentire i rumori di una guerra che resta sempre ingiusta, senti il coraggio di coloro che hanno combattuto per la patria senza alcuna remora, resti a guardare il fango tra i pini, che sporca i vestiti, pensi all’immagine del sangue che tinge la pelle e ti immedesimi nell’emozione di una volontà forte, fatta realtà, grazie ad un’enorme coraggio, quello sardi della Brigata Sassari, un motivo di orgoglio senza tempo.
Grazie Maestro Gianni Argiolas, per aver costruito un parco di emozioni visive che toccano l’anima. Un grazie speciale anche al Sig. Giuseppe Bruno e Marco Badas per la splendida visita e compagnia.
A presto!

VIAGGIOPARALLELO