Un viaggio tra le rotaie abbandonate

Quante anime almeno una volta nella vita hanno sognato di partire per vagabondare tra le rotaie di una ferrovia abbandonata? Io credo tante, almeno io l’ho sempre sognato. Scappare da tutto, prendere un bastoncino, attaccarci un fagotto con quattro vestiti e iniziare a camminare…lasciando dietro ogni cosa.
C’è una strana tranquillità in questi luoghi, dove ad ogni passo tra rotaie e pietre malmesse si assorbe un silenzio spezzato solo dai suoni di api, uccellini e animali che brucano incuranti…i suoi colori sono magici, si mischiano tra la ruggine e il verde, e la meraviglia è accorgersi di come abbandonata una cosa, la natura riesca ad assorbirla, riprendendo i suoi luoghi con assoluta prepotenza.
Ce ne sono tante di ferrovie dismesse, ma quella che ho percorso io ha il suo fascino, partendo tra il Lago del Liscia e Sant’Antonio di Gallura, si parte da una piccola casa cantoniera in disuso, si trova subito una galleria, stranamente inquietante, perchè essere in luce e inoltrarsi nel buio, non è proprio la stessa sensazione che trovarsi nel buio e vedere la luce alla fine del tunnel. Ma quel paesaggio è misterioso, come una sorta di passaggio che porta ad una rinascita, e quando ritorni alla luce, ritorni diverso. Si riscopre la lentezza, di guardare ogni particolare con meraviglia, non pensi a quanta strada devi fare o a quanta ne hai fatta, la ferrovia ti accompagna e ti guida alla scoperta di un cammino segnato ma imprevedibile, ed è lì che nasce la sorpresa. E’ nel momento in cui scorgi una coccinella che ti regala un cuore sulle sue ali, o una biscia che prende il sole e protegge la sua tana, o dei vitellini che sembrano quasi mettersi in posa per farsi scattare una fotografia.
Scivolano i chilometri tra un passo e l’altro…tra un casello ferroviario e l’altro, mi giro indietro e nel silenzio, sembra di ancora il rumore del treno che ormai non passa più.

VIAGGIO PARALLELO

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